Portale Trasparenza Cittā di Asti - Informazioni ambientali

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che incidono o possono incidere sugli elementi dell'ambiente

FATTORI INQUINANTI

 

Di seguito verranno fornite informazioni in riferimento alle seguenti tematiche legate ai principali fattori inquinanti, quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni, i rifiuti, le emissioni in atmosfera, gli scarichi di acque reflue, gli aspetti energetici e di tutela animale, nonché gli aspetti legati alla raccolta dei rifiuti:

A) Aspetti gestiti dal Servizio Ambiente

Responsabile: Valerio Vittone

Piazza Catena, 3, Asti, Provincia di Asti, 14100, Piemonte, Italia

Telefono: 0141/399.544

  • inquinamento acustico
  • inquinamento elettromagnetico
  • inquinamento atmosferico
  • inquinamento di suolo/sottosuolo acque superficiali/sotterranee
  • contenimento dei consumi energetici
  • mobilità sostenibile
  • protezione animale
  • problematiche igienico-sanitarie
  • misure incidenti sull'ambiente e relative analisi di impatto
  • piani adottati
  • misure a protezione dell'ambiente e relative analisi di impatto

B) Aspetti dal Servizio Contratti di Servizio e Cimiteri

Responsabile: Giannaccini Barbara

Piazza Catena, 3, Asti, Provincia di Asti, 14100, Piemonte, Italia

Telefono: 0141/399.262

  • raccolta rifiuti

 

INQUINAMENTO ACUSTICO

L’inquinamento acustico è definito dalla Legge 26 ottobre 1995, n. 447 (Legge Quadro sull'inquinamento acustico) come: l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi. Il rumore può essere originato da impianti presenti in attività produttive come pure da attività musicali e ricreative all'aperto ed al chiuso, ma anche da impianti quali condizionatori o elettrodomestici in ambienti abitativi o da infrastrutture di trasporto quali ferrovie o strade.

Il Comune di Asti è dotato di una Piano di Classificazione Acustica (PCA) e del pertinente Regolamento di Attuazione, approvati con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 29 del 26/05/2016.

Il Regolamento disciplina la gestione delle seguenti competenze della Città di Asti in materia di inquinamento acustico:

  • attività rumorose permanenti: attività produttive/commerciali, ma anche specifiche attività ed impianti rumorosi;
  • valutazione delle caratteristiche acustiche degli edifici in progetto o in ristrutturazione;
  • autorizzazioni in deroga ai limiti acustici per le attività rumorose temporanee; provvedimenti restrittivi e sanzioni.

In caso di superamento di limiti è prevista la possibilità, a determinate condizioni, di richiedere una deroga (rilasciata su parere vincolante della ARPA) ai limiti massimi di rumore, per le attività di cantiere e lo svolgimento di manifestazioni, eventi e concerti.

In caso di disturbo si può inoltrare un esposto al Servizio Ambiente, descrivendo nel dettaglio la situazione subita. Quando il rumore è causato da attività produttive, commerciali o di intrattenimento musicale presso attività economiche, il Comune può svolgere, avvalendosi dell’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale), attività di rilevamento ed ispezione sulle sorgenti che lo determinano. Allo scopo vengono utilizzati specifica strumentazione e, quando necessario, modelli matematici per il calcolo previsionale.

Modulo segnalazione rumore:

http://www.arpa.piemonte.it/urp/segnalazioni/rumore

Moduli autorizzazione in deroga acustica:

https://trasparenza.comune.asti.it/index.php?id_oggetto=16&id_cat=0&id_doc=26155

L’ARPA effettua, per conto del Comune, monitoraggi periodici dell’inquinamento acustico al fine di individuare possibili soluzioni di risanamento laddove sia possibile pianificare il traffico veicolare o la potenziale concentrazione di sorgenti.

Le recenti rilevazioni acustiche di monitoraggio hanno riguardato le seguenti aree cittadine con i pertinenti esiti sintetici:

  • Corso Don Minzoni (anno 2020): interventi di mitigazione di grande impatto, capaci di ridurre del 50% i flussi veicolari leggeri e dell’80% – 90% quello dei veicoli pesanti potrebbero ridurre i valori misurati nelle condizioni tipiche della viabilità cittadina; nel periodo notturno il rumore può essere ridotto solo con dissuasori di velocità funzionanti nel periodo notturno e una deviazione “forzata” dei veicoli (soprattutto pesanti ove ve ne fossero) verso altra viabilità (tipicamente il tratto comunale dell’Autostrada A21 tra i caselli AT Ovest e AT est);
  • Piazza Statuto (anno 2019): il superamento dei limiti di zonizzazione in periodo diurno e notturno nei pressi di Piazza Statuto e genericamente in tutto il centro storico è di lieve entità, soprattutto se confrontato con le altre zone cittadine caratterizzate da traffico veicolare intenso; non si evidenziano pertanto criticità ambientali per la componente rumore; la relativamente bassa rumorosità ambientale diurna e notturna può però acuire il senso di disagio della popolazione residente durante gli avvenimenti (manifestazioni) organizzati in periodo serale o notturno con valori elevati di emissione rumorosa;
  • Corso Alfieri (anno 2018): per poter rientrare o quantomeno ridurre l’impatto acustico del tratto di Corso Alfieri, non potendo agire sulla tipologia di pavimentazione (storicamente in porfido), né sulla linea di propagazione dei raggi acustici per ovvia mancanza di spazio, rimane l’azione di contenimento dei flussi di traffico, con introduzione del senso unico della viabilità o di altra soluzione idonea;

INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

I campi elettromagnetici, invisibili all'occhio umano, sono presenti ovunque nel nostro ambiente di vita. La loro produzione può essere sia naturale sia artificiale (es.: passaggio di elettricità che produce un campo elettromagnetico a bassa frequenza). Ci sono poi onde radio ad alta frequenza utilizzate per la trasmissione di informazioni (es: antenne televisive; impianti radiofonici; stazioni radio base per la telefonia mobile). Il Comune, avvalendosi dell’Arpa, svolge interventi di misura a seguito di una richiesta formale ed esegue un controllo costante annuale di monitoraggio dei principali siti con sorgenti RF-MW (Radio Frequenza e Microonde) presenti sul territorio provinciale (Radio, Televisioni, Ponti Radio, Collegamenti, Telefonia Cellulare). Vengono svolti inoltre interventi di misura a breve e lungo periodo per la determinazione dei livelli di campo elettrico in grado di definire livelli di esposizione a partire da 0,45 V/m. Per frequenze ELF (Frequenze estremamente basse - frequenza industriale 50Hz), Arpa esegue interventi di misura su lungo periodo per la determinazione dei livelli di esposizione della popolazione residente nelle vicinanze di elettrodotti, stazioni e cabine di trasformazione dell'energia elettrica.

I livelli di riferimento previsti dalle norme vigenti per il campo magnetico sono i seguenti:

  • limite di esposizione (100 micro Tesla): non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione (limite a tutela della salute contro l’insorgenza degli effetti acuti, immediatamente conseguenti all'esposizione);
  • valore di attenzione (10 micro Tesla): non deve mai essere superato in ambienti abitativi (limite a tutela da eventuali effetti sulla salute a lungo termine per gli edifici esistenti);
  • obiettivo di qualità (1 micro Tesla): deve essere rispettato nella progettazione di nuovi insediamenti abitativi (limite a tutela da eventuali effetti sulla salute a lungo termine, per gli edifici di nuova costruzione).

Recenti studi sugli effetti dannosi delle esposizioni continuative consigliano tuttavia livelli inferiori a 2 micro Tesla per l'esposizione prolungata al campo magnetico.

Il Settore Urbanistica ha compiti di pianificazione, autorizzazione e controllo in materia di infrastrutture di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici, in particolare per gli impianti "stazioni radio base" (antenne a servizio dei telefonia, radio e tv) e pertanto, avvalendosi di ARPA effettua i monitoraggi periodici del rispetto dei limiti elettromagnetici nell’ambito delle autorizzazioni rilasciate.

Il Servizio Ambiente del Comune di Asti effettua controlli, avvalendosi dell’ARPA e su segnalazione dei cittadini, in merito al rispetto dei valori limiti di campo elettromagnetico originati da sorgenti (cabine elettriche, radio amatori, ecc.) diverse dalle stazioni radio base, periodicamente monitorate nell’ambito delle autorizzazioni sopra evidenziate.

I monitoraggi recenti, effettuati a fronte di segnalazioni di cittadini, hanno riguardato le seguenti aree, presso le quali non si è riscontrato alcun superamento:

  • Via Brovardi – anno 2019;
  • Via Baroncini – anno 2019.

Per quanto riguarda interferenze su segnali del digitale terrestre (DVBT), esse sono possibili a causa di malfunzionamenti di Stazioni Radio Base (SRB): ci si potrebbe quindi rivolgere alla Fondazione Ugo Bordoni al seguente link: https://www.helpinterferenze.it/: il servizio fornisce assistenza ai cittadini che riscontrano disturbi alla TV digitale terrestre, dovuti alle interferenze tra i segnali di telefonia (LTE) e segnali televisivi (DVTB).

La tecnologia 5G

L’attuale sviluppo della tecnologia 5G è fonte di un allarme nella popolazione che ha portato diverse amministrazioni comunali ad emettere ordinanze che bloccano le installazioni delle antenne necessarie per l’implementazione della rete.

Gli stessi amministratori, oltre che i cittadini, spesso riuniti in comitati contro le antenne 5G, hanno formulato negli ultimi tempi numerosi quesiti sulle caratteristiche tecniche della tecnologia 5G e sui suoi effetti sull’esposizione della popolazione e, più in generale, sulla salute.

Pur trattandosi di una tecnologia nuova che richiederà ancora tempo per poter esprimere le sue potenzialità, è fondamentale conoscere alcune sue specifiche tecniche per meglio comprendere la fondatezza delle problematiche poste e discuterle nel merito. A tal proposito è possibile rilevare chiare ed accessibili informazioni scientifiche sull’argomento, presso il portale ARPA al seguente indirizzo: http://www.arpa.piemonte.it/news/la-tecnologia-5g.

INQUINAMENTO ATMOSFERICO

https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/ambiente/aria/qualita-dellaria

Misure antismog

LIMITAZIONI STRUTTURALI

Dal 19/11/2018 sono attive le seguenti misure strutturali di limitazione delle emissioni:

  • stop alle auto private e veicoli commerciali con omologazione EURO 0 dalle 0.00 alle 24.00 dal 01/01/ al 31/12;
  • stop alle auto private e veicoli commerciali con omologazione EURO 1 e 2  diesel dalle 8.30 alle 18.30 nei giorni feriali;
  • stop alle auto private e veicoli commerciali con omologazione EURO 3  diesel dalle 8.30 alle 18.30 nei giorni feriali dal lunedì al venerdì nel solo periodo invernale (1 ottobre – 31 marzo);
  • stop ai ciclomotori e motocicli adibiti al trasporto di persone o merci con omologazione inferiore all’EURO 1 dalle 0.00 alle 24.00 nel solo periodo invernale (1 ottobre – 31 marzo);
  • divieto di sosta con il motore acceso per tutti i veicoli;
  • obbligo di utilizzare nei generatori di calore a pellets di potenza termica nominale inferiore ai 35 kW, pellets che siano realizzati con materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips, refili e tondelli di legno vergine, di sughero vergine, granulati e cascami di legno vergine, non contaminati da inquinanti e sia certificato conforme alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 da parte di un Organismo di certificazione accreditato, nonché l’obbligo di conservazione della documentazione pertinente da parte dell’utilizzatore;
  • divieto di combustione all’aperto del materiale vegetale di cui all’art. 182, comma 6-bis del D. Lgs. 152/2006 in tutti i casi previsti da tale articolo, nel periodo dal 01/11 al 31/03 dell’anno successivo.

LIMITAZIONI TEMPORANEE

attive nella sola stagione invernale

attive quando il limite del PM10  supera 50 μg/m3 per più giorni consecutivi.

Allerta 1° LIVELLO: attiva dopo 4 giorni consecutivi di superamento del valore di 50 μg/m3 della concentrazione di PM10 (in aggiunta alle limitazioni strutturali)

  1. stop delle auto private di classe emissiva fino a Euro4 diesel dalle ore 8.30 alle ore 18.30.
  2. stop dei veicoli commerciali diesel fino a Euro3 sabato e festivi dalle ore 8.30 alle 12.30
  3. divieto di utilizzo dei generatori di calore domestici a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) con classe di prestazioni energetiche ed emissive almeno per la classe 3 stelle.
  4. divieto assoluto di combustioni all’aperto per qualsiasi tipologia (falò, barbecue, fuochi d’artificio ecc.)
  5. introduzione del limite di 19°C (con tolleranza di 2°C) per le temperature medie nelle abitazioni, spazi ed esercizi commerciali, negli edifici pubblici fatte eccezione per le strutture sanitarie
  6. divieto di spandimento di liquami zootecnici

Allerta 2° LIVELLO: attiva dopo 10 giorni consecutivi di superamento del valore di 50 μg/m3 della concentrazione di PM10 (in aggiunta ai provvedimenti previsti per il 1° livello)

  1. stop ai veicoli commerciali diesel fino a Euro 3 sabato e giorni festivi dalle ore 8.30 alle ore 18.30 e veicoli commerciali diesel Euro4 tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 12.30
  2. divieto di utilizzo dei generatori di calore domestici a biomassa legnosa (in presenza di impianto di riscaldamento alternativo) che non sono in grado di rispettare i valori previsti almeno per la classe 4 stelle

Nell’anno 2020 questo Comune ha avviato un percorso sperimentale per il posizionamento, in prova per due mesi, di tre stazioni filtranti per purificare l’aria, al fine di valutare l’entità della riduzione dell’inquinamento atmosferico e, a fronte di un esito efficace, valuterà le possibilità di estendere la rete di stazini filtranti ad un numero pari a circa 20 macchine, nelle principali piazze cittadine.

 

INQUINAMENTO DI SUOLO/SOTTOSUOLO ACQUE SUPERFICIALI/SOTTERRANEE

Bonifiche

Il DLgs 3 aprile 2006, n. 152 (Titolo V della Parte quarta) disciplina la gestione dei siti contaminati e gli interventi di bonifica. Introduce le definizioni di sito potenzialmente contaminato, sito non contaminato e sito contaminato; introduce poi i parametri ed i criteri di distinzione che indirizzano le procedure amministrative ed operative. In particolare definisce le Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC), come livelli di contaminazione delle matrici ambientali superati i quali è necessaria la caratterizzazione del sito e l'esecuzione di un'analisi di rischio sito-specifica finalizzata al calcolo delle Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR). Le CSR rappresentano sia i livelli di contaminazione, superati i quali è necessario procedere alla bonifica del sito, sia i valori obbiettivo della bonifica stessa.

La definizione stessa di “sito contaminato” è conseguentemente funzione del superamento delle CSR e non di un limite tabellare mentre le CSC concorrono a definire i siti potenzialmente contaminati.

Obbligo di bonifica

Al verificarsi di un evento potenzialmente in grado di contaminare un sito o quando esista il sospetto di una possibile contaminazione, il soggetto responsabile deve attivare le misure d'emergenza atte a mitigare gli effetti dell'evento ed avviare un'indagine preliminare sui parametri oggetto dell'inquinamento.

Le risultanze dell'indagine vanno confrontate con le rispettive CSC: se risultano inferiori, il procedimento si chiude; se risultano superiori, il sito viene definito potenzialmente contaminato.

L'iter amministrativo che ne deriva coinvolge il soggetto responsabile e le pubbliche amministrazioni (il Comune – Settore Ambiente, ARPA; Provincia, ASL, ecc.) e comporta la progettazione e l'esecuzione di un piano di caratterizzazione finalizzato anche alla successiva applicazione della analisi di rischio sito specifica.

Qualora le concentrazioni presenti in sito siano inferiori ai risultati dell'analisi di rischio sito specifica (CSR) non v'è obbligo di bonifica. Tuttavia il soggetto responsabile deve proporre un piano di monitoraggio

Se invece le concentrazioni presenti risultano superiori alle CSR, il sito viene definito “contaminato“ e l'obbligo di bonifica prevede l'elaborazione e la successiva messa in atto di un progetto operativo finalizzato alla riconduzione ad accettabilità del rischio connesso allo stato di contaminazione.

Tipologie di intervento

Il decreto 152/06 definisce i criteri generali per la scelta e la realizzazione delle varie tipologie di intervento in relazione allo stato di contaminazione e di utilizzo del sito ed in particolare prevede le seguenti misure:

  1. messa in sicurezza d'urgenza: insieme di interventi miranti a rimuovere le fonti ed a contenere la diffusione dei contaminanti ed impedirne il contatto diretto con la popolazione;
  2. messa in sicurezza operativa: insieme di interventi applicati su siti contaminati con attività produttive in esercizio; sono finalizzati a minimizzare il rischio per la salute umana o ambientale attraverso il contenimento dei contaminanti all'interno dei confini del sito;
  3. bonifica e ripristino ambientale/messa in sicurezza permanente: insieme di interventi che possono realizzarsi su siti contaminati non interessati da attività produttive in esercizio al fine di renderli fruibili per gli utilizzi previsti dagli strumenti urbanistici.

Scarichi fuori fognatura

Tutti gli scarichi non recapitanti in reti fognarie, dotate a valle di sistema di depurazione e scarico di acque rientranti nei valori limite di legge, devono essere preventivamente autorizzati.

Le autorizzazioni allo scarico di acque reflue provenienti dagli insediamenti di competenza comunale (insediamenti residenziali, attività commerciali, alberghiere, turistiche, sportive, ricreative, culturali e scolastiche) sono rilasciate al proprietario dell’unità immobiliare da cui lo scarico si origina.

L’autorizzazione definitiva si intende tacitamente rinnovata ogni quattro anni. Il rinnovo tacito non è subordinato dalla legge ad alcun adempimento a carico del titolare dello scarico, per l’evidente finalità di semplificazione perseguita dal legislatore regionale.

Le domande di autorizzazione degli scarichi di interesse comunale o la documentazione facente parte di una richiesta di titolo abilitativo, sono presentate all’ASP, mediante compilazione e sottoscrizione del relativo modello di istanza ed allegando tutta la documentazione prevista.

Modulo di domanda di autorizzazione allo scarico: http://www.asp.asti.it/idrico-integrato/fognature/allacciamenti-fognature

L’ASP, ricevuta la richiesta di autorizzazione allo scarico o la documentazione facente parte di una richiesta di titolo abilitativo, procede come segue:

  • fornisce il parere al richiedente, corredato di eventuali prescrizioni, al fine della realizzazione dell’impianto di trattamento e scarico;
  • verifica la rispondenza dell’impianto di trattamento alle previsioni progettuali ed alle eventuali prescrizioni impartite, sulla base della dichiarazione di regolare esecuzione redatta da tecnico abilitato;
  • entro 30 giorni dalla data di ricezione della dichiarazione di fine lavori, informa la Città di Asti – Servizio Ambiente dell’esito positivo, fornendo i dati necessari all’emanazione dell’autorizzazione;

Il Servizio Ambiente, ricevuta la comunicazione, provvede, entro 30 giorni ad autorizzare lo scarico ed a fornire l’atto all’ASP, che provvederà a rilasciare all’utente l’autorizzazione.

 

Monitoraggio acque sotterranee

Il Comune di Asti, avvalendosi di ARPA, intende eseguire anche monitoraggi finalizzati alla verifica dello stato delle acque sotterranee sotto il profilo dei principali inquinanti, oltre ai monitoraggi normalmente previsti nei procedimenti di bonifica sopra descritti.

Nell’anno 2020 le previsioni di monitorare anche la qualità delle acque sotterranee del centro cittadino, con particolare attenzione ai solventi clorurati, sono state differite a fronte dell’emergenza epidemiologica. Anche il monitoraggio presso il villaggio San Fedele, che nell’anno 2020 si prevedeva di estendere a circa 90 pozzi, contro i circa 40 normalmente analizzati annualmente, sono stati differiti a fronte della nota emergenza. Le più recenti analisi dei pozzi presenti nel villaggio San Fedele risalgono all’anno 2019 ed in relazione ad essi è sinteticamente emerso che:

  • i pozzi selezionati sono circa 40 e, per ragioni di continuità di monitoraggio e di controllo dell’evoluzione nel tempo della contaminazione, coincidono con quelli già campionati nel 2016 e nel 2017;
  • sulla base dei risultati analitici ottenuti, l’ARPA ha provveduto a realizzare mappe di isoconcentrazione, utilizzate per le valutazioni circa le eventuali modalità di utilizzo dell’acqua od il mantenimento del divieto di utilizzo, imposti dal Comune di Asti tramite Ordinanze;
  • i contaminanti analizzati sono stati: Cromo VI, Cromo tot, Alifatici clorurati cancerogeni e non cancerogeni compreso 1,1,1-Tricloroetano;
  • relativamente alla presenza di Cromo VI nelle acque di falda, le analisi Arpa non hanno evidenziato valori superiori al limite di quantificazione del metodo analitico utilizzato;
  • in merito alla contaminazione da solventi clorurati, le mappe di isoconcentrazione allegate mostrano una situazione molto simile a quella già evidenziata a fine 2016, inizio 2017;
  • si può quindi affermare che la barriera idraulica di contenimento lungo il confine SE dello stabilimento ex WAY-ASSAUTO impedisce l’alimentazione dell’area di diffusione, terminante in Villaggio San Fedele;
  • risulta anche evidente la persistenza della contaminazione presente che, a livello di concentrazioni, rimane molto simile a quanto rilevato ad inizio 2017;
  • occorre comunque tenere in considerazione che una variazione decimetrica della soggiacenza dell’acquifero (peraltro piuttosto stabile negli ultimi 3 anni) potrebbe comportare significative differenze nella geometria dell’area di diffusione della contaminazione risultante, necessitando quindi nuovi campionamenti di controllo.

CONTENIMENTO DEI CONSUMI ENERGETICI

La Legge 10/91 introduce le norme sull'utilizzo razionale dell'energia, del risparmio energetico e dello sviluppo di fonti energetiche rinnovabili, nonché definendo i compiti di Regioni ed Enti Locali in campo di pianificazione e controllo.

In particolare stabilisce le indicazioni e le informazioni che dovrebbero contenere i Piani Energetici e le modalità di supporto ai Piani Regionali mediante specifici Piani Energetici Comunali realizzati dai Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti.

Il Piano Energetico Comunale (PEC) può pertanto essere definito come lo strumento di collegamento tra le strategie di pianificazione locale (Piano Regolatore Generale Comunale) e le azioni di sviluppo sostenibile, in quanto fa riferimento all’intenzione da parte delle pubbliche amministrazioni di favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, di sensibilizzare gli utenti all'uso razionale dell'energia e di adeguare il Regolamento Edilizio ai principi del consumo razionale e sostenibile delle risorse energetiche.

Il Piano Energetico del Comune di Asti è stato redatto nel 2005 (approvato con DCC n. 92 del 20/07/2005) con l’intento di fornire non tanto uno strumento di pianificazione energetica a fronte di un bilancio energetico quanto più di definire un complesso di azioni finalizzate a razionalizzare i consumi energetici ed a promuovere interventi di risparmio energetico nei vari settori, nonché l’uso di fonti rinnovabili di energia.

Dal punto di vista normativo occorre tuttavia precisare che successivamente alla data di approvazione del Piano Energetico Comunale è stata avviata, a livello europeo e nazionale, una profonda revisione del norme in materia energetica. Tale attività è tuttora in corso per quanto riguarda svariati aspetti energetici e, soprattutto, per quanto riguarda i requisiti minimi che devono rispettare gli edifici, sia nell’ambito delle nuove costruzioni sia nell’ambito delle varia tipologie di ristrutturazione.

A partire dall’anno 2007 è stata inoltre avviata la predisposizione, a livello regionale e in concorrenza con lo Stato, delle norme per il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici, l’uso di fonti rinnovabili e la diversificazione energetica. Tale attività è tuttora in corso ed è stata avviata con il Nuovo Stralcio di Piano, entrato in vigore nell’anno 2010.

Il Piano Energetico del Comune di Asti, redatto in assenza delle norme citate, si poneva già l’obiettivo di individuare quali azioni effettuare, a livello locale, per razionalizzare la gestione dell’energia e promuovere l’uso di fonti rinnovabili, partendo da una contabilizzazione dei consumi e la diagnosi energetica degli edifici negli anni successivi.

Alcune azioni promosse dal Piano, quali ad esempio la coibentazione degli edifici e l’utilizzo la promozione di fonti di energia rinnovabile, sono oggi un obbligo di legge ed eventuali azioni integrative a livello locale dovrebbero costantemente prendere in considerazione quanto viene ordinariamente emanato sia a livello europeo sia a livello nazionale e regionale.

L’obiettivo di adeguare il Piano Energetico Comunale è certamente da perseguire, partendo dalla raccolta dati finora effettuata in riferimento alle azioni stabilite nel 2005 ma, dal punto di vista degli obiettivi strategici, occorre pertanto individuare una forma regolamentazione che recepisca la rapida dinamica delle disposizioni europee, nazionali e regionali.

In merito all’obiettivo di contenimento di consumi energetici il Comune di Asti - Servizio Ambiente analizza i progetti di realizzazione nuovi edifici e di ristrutturazione degli edifici esistenti, al fine di verificare la rispondenza delle caratteristiche dell’involucro e degli impianti, ai requisiti disposti dalle norme vigenti a livello nazionale (Decreto Ministeriale 26/06/2015) che, a loro volta, discendono dalla recente politica energetica europea.

MOBILITÀ SOSTENIBILE

L'uso dell'auto privata per gli spostamenti casa/lavoro rappresenta un'importante percentuale del traffico, soprattutto nei centri urbani, e la lotta allo smog non può prescindere dagli obiettivi per ridurlo quanto più possibile.

La mobilità sostenibile è un sistema ideale dei trasporti che permette di ridurre l’impatto ambientale del settore, rendendo al contempo gli spostamenti più efficienti e veloci. Quando un Paese sviluppa dei progetti di mobilità sostenibile, quindi, si pone molteplici obiettivi che hanno a che fare sia con l’ecologia e l’ambiente, che con la qualità della vita delle persone.

Oltre ai recenti e noti provvedimenti adottati dalla Regione per combattere l'inquinamento il Comune di Asti considera anche i vari progetti per la messa a disposizione di forme di mobilità contemporanee e sostenibili, tra le quali la micromobilità elettrica (monopattini e bicilclette).

Nell’ambito delle recenti azioni di sostegno alla mobilità sostenibile, questo Comune ha affidato ad un’impresa la realizzazione di una rete di n. 13 colonnine di ricarica elettrica per autoveicoli e motoveicoli. Allo stato attuale l’impresa si sta dotando di tutte le autorizzazioni amministrative necessarie alla realizzazione ed alla gestione di tale rete ed è, pertanto, imminente l’installazione delle prime colonnine di ricarica elettrica. In relazione a quanto programmato da questa amministrazione, oltre alla prima colonnina limitrofa al Teatro Alfieri, si prevede l’installazione di due stalli dotati di colonnina a doppia alimentazione (autoveicolo e motoveicolo) in undici aree di questa Città (Nuovo Ospedale, piazza Lugano, piazza Vittorio Veneto, piazza Cattedrale, Palazzetto dello Sport, Tribunale, piazza Roma, piazza San Paolo, piazza Campo del Palio, piazzale De Andrè, piazza Marconi), nonché l’installazione di quattro stalli dotati di due colonnine a doppia alimentazione (autoveicolo e motoveicolo) in piazza Alfieri.

PROTEZIONE ANIMALE

Le problematiche connesse alla tutela degli animali sono regolate dal “Regolamento Comunale per la tutela, il benessere e la detenzione degli animali”, approvato con Delibera di Consiglio n. 55 del 25/10/2016. Il Comune di Asti si occupa, in tale ambito, della gestione:

  • delle coline feline comunali riconosciute con determinazione dirigenziale n. 2178 del 16/11/2017. Convenzione con l’Ordine medici veterinari per la sterilizzazione dei gatti liberi sul territorio al fine di contenerne il numero e garantirne la salute. Organizzazione di giornate dedicate alla raccolta del cibo per le coline e collaborazione con i negozi per la donazione di cibo per i felini;
  • dei servizi di igiene urbana (derattizzazione, disinfestazione) e controllo della presenza di animali sinantropi in città (colombi e storni), attraverso Ordinanze del Sindaco e segnalazioni all’Asl competente;
  • del canile Municipale di Asti, rinnovo convenzione, rendicontazione e liquidazione spese. Controllo delle presenze in canile attraverso l’invio di report mensili;
  • del ritrovamento di carcasse animale sulle strade pubbliche.

SEGNALAZIONI DA PARTE DEI CITTADINI DI CRITICITÀ AMBIENTALI

Su segnalazione da parte dei cittadini il Comune di Asti – Servizio Ambiente effettua i seguenti servizi a supporto dell’ambiente:

  • procedure relative al recupero ed allo smaltimento dei rifiuti abbandonati su suolo pubblico o privato, coinvolgendo l’Asp o i Volontari della Protezione Civile nel caso si tratti di rifiuti ingombranti posti in luoghi difficilmente accessibili (convenzione in essere) e per conoscenza alla Polizia Municipale;
  • presenza sul territorio di amianto: controllo, esercitato in collaborazione con la Polizia Municipale, della effettiva validità della segnalazione, avvio di procedimenti amministrativi alla proprietà ed invio agli Enti di competenza per i rilievi (ARPA/ASL);
  • scarichi in atmosfera di fumi ed emissioni odorigene, istituzioni pratiche, comunicazione agli Enti preposti ed alla Polizia Municipale per le eventuali sanzioni amministrative in caso di non ottemperanza alle prescrizioni;
  • emissione di Ordinanze per il controllo e la bonifica o il ripristino dei luoghi;
  • richiesta di formulari comprovanti l’avvenuto smaltimento di rifiuti;
  • scarichi di acque reflue domestiche maleodoranti o non efficienti;

RACCOLTA RIFIUTI

Catasto nazionale rifiuti (ISPRA):

https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it/

La raccolta dei rifiuti urbani nel comune di Asti è svolta prevalentemente con modalità porta a porta: i cassonetti delle diverse frazioni di raccolta sono posti all’interno dei cortili o delle pertinenze condominiali.

Le frazioni di rifiuti interessate sono: carta e cartone, frazione organica, sfalci e potature, residuo secco (rifiuti indifferenziati), multimateriale plastica/lattine con sacco ad esposizione individuale.

L’esposizione è a carico degli utenti nei giorni di passaggio per ogni zona di raccolta, previsti dall’apposito calendario disponibile sul sito  del gestore ASP spa  www.asp.asti.it.

 

Raccolta rifiuti urbani con contenitori stradali riguarda:

- frazione del vetro (tranne la “ Zona Centro”  a cassonetto condominiale);

- indumenti usati;

- multimateriale plastica/lattine (attualmente  confermato quale progetto sperimentale  in due  sole zone della città Viale Vittoria e zone limitrofe, incluso C.so Galileo Ferrari e Corso Genova  e  Corso Torino a salire verso corso XXV Aprile e via Corridoni )

 

I rifiuti ingombranti  sono raccolti a domicilio al livello stradale presso gli utenti su appuntamento telefonico al numero ASP 0141.434751.

Il servizio è gratuito per un intervento all’anno e fino ad un massimo di 2 mc. Per frequenze o quantitativi superiori, viene applicata una tariffa proporzionata all'intervento.

In alternativa può essere richiesto il ritiro di potature e ramaglie.

Il Centro di Raccolta Comunale (“Ecocentro”) è ubicato in via Ceca, con il seguente orario:

- dal lunedì al giovedì 8.30-12.30; 14.30-17.00 - venerdì 8,30 -12,30; 14,30 - 18,00

- il sabato: 8.30-12.30 (solo utenze domestiche)

Le utenze domestiche possono conferire gratuitamente:

carta e cartone, vetro, plastica, ferro e metalli, legno, scarti vegetali, toner, oli vegetali da cucina, abiti e tessili, ingombranti, apparecchiature elettriche/elettroniche “RAEE” (es. frigoriferi, lavatrici, televisori, tubi al neon, lampadine ecc.).

Le seguenti tipologie: batterie ed accumulatori, materiali da demolizione derivanti da fai da te domestico, oli minerali esausti, pneumatici, solventi e vernici possono essere conferite in quantità limitate, definite dalle Modalità Operative dell'Ecocentro.

Alle utenze non domestiche l’accesso è consentito mediante esibizione di una tessera, rilasciata da A.S.P. a seguito della stipula di apposita Convenzione. I quantitativi massimi conferibili sono definiti in apposito regolamento disponibile presso l’Ecocentro e sul sito web www.asp.asti.it.

Spazzamento stradale

Viene svolto con le modalità manuale e maccanizzato, con la suddivisione del territorio in zone di spazzamento e con le seguenti frequenze:

Giornaliera (6/7) - per lo spazzamento manuale del centro storico oltre ad un passaggio nei festivi;

Settimanale (1/7) per lo spazzamento meccanizzato del concentrico sia su percorsi con palinatura fissa ( con l’ausilio di soffiatori per la pulizia dei marciapiedi) che in zone non palinate.

Quindicinale (1/15) per lo spazzamento meccanizzato delle aree periferiche ed industriali.

Settimanale (1/7) per lo spazzamento manuale nei concentrici frazionali.

Mensile da marzo a ottobre per lo spazzamento meccanizzato nei concentrici frazionali ove è possibile per i mezzi, per i restanti mesi secondo necessità, e comunque almeno un passaggio trimestrale.

Sono comprese la pulizia di aiuole, fioriere, rotonde, tondelli, aree di corredo alle strade, percorsi comunali anche coperti, spazi pubblici, destinati o aperti al pubblico.

Il servizio è integrato da lavaggi periodici.

 

Raccolta differenziata - i risultati del Comune di Asti.

Il comune di Asti ha conseguito negli ultimi anni i seguenti risultati di Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani (dato ISPRA - Catasto Rifiuti Sezione Nazionale)

ANNO 2017 - 68,36 %

ANNO 2018 - 69,16%

ANNO 2019 - dato in attesa di validazione con D.D. regionale relativa all’approvazione formale dei quantitativi di rifiuti raccolti nell'anno 2019 in modo differenziato e indifferenziato (posticipazione MUD 2020 denuncia dati 2019  a causa emergenza COVID19).

 

link https://www.asp.asti.it/igiene-urbana

Contenuto inserito il 16-04-2019 aggiornato al 25-06-2020
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